Il parco giochi

La meraviglia assoluta ora e’ lo scivolo. Bello luccicante, rosso e blu, pronto da essere scalato e gioiosamente disceso all’occorrenza.
Essendo noi una notoria famiglia di orsi solitari, con un fuso orario perennemente spostato in avanti (si, siamo i terribili orsi ritardatari), arriviamo normalmente al parco quando o non c’e’ nessuno, o iniziano ad arrivare i primi bambini che hanno gia’ pranzato, onorato la pennichella pomeridiana e che so io quant’altro.
Ed allora in quella fascia oraria desueta, il parco giochi e’ un regno da esplorare, magicamente derelitto e solitario.
Ieri presi dalle crisi di coscienza genitoriale (mica stiamo crescendo un piccolo asociale?), ci siamo impegnati ad arrivare quasi puntuali (ossia poco prima che i famosi altri bambini, gli ultimi, quelli con i genitori un po’ ritardatari - ma meno di noi - andassero a casa a fare il bagnetto). Pippo era entusiasta: ma allora ci sono tracce di vita umana in questo parco! La scoperta ha suscitato uno stato di stupita esaltazione (ha cominciato a correre su e giù blaterando sillabe inintelligibili ai più, con le quali socializzava con i suoi mini compari di avventure). E la gioia spensierata per le piccole cose di un bambino, il tuo bambino poi, e’ un dono incomparabile.

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