Le parole e i libri

Sono zia di una splendida bimba che qui chiamero’ Nora (e da tre mesi anche di un batuffolo di cicciole che chiamero’ Chicco). Nora e’ una bambina straordinaria, che allieta le mie giornate con il suo spensierato amore per la vita: ha iniziato a dire le prime paroline da piccolissima. Ricordo ancora che – non essendo ancora mamma – guardavo con sospetto le figlie di vicini e parenti che non formulavano discorsi compiuti dopo l’anno. Ora invece che c’e’ il mio meraviglioso Pippo, che ha un anno e mezzo (oggi! Tanti auguri gioia!), sa dire correntemente tre parole (mamma, papa’, ecco), sono abbastanza tranquilla che anche se impara a parlare dopo, pazienza. E cosi’ si rivaluta il potere del dito indice (accompagnato da un hm-hm, per indicare oggetti richiesti oppure oggetti fuori posto da risistemare senza indugio), le lamentele fragorose (a significare la violazione dei diritti umani fondamentali, ad esempio perche’ non gli si concede l’uso delle chiavi di casa o gli si vieta di aprire i cassetti della cucina) ed i battiti di mano (per accoglierti dopo una lunga assenza dopo una giornata al lavoro). Ovviamente per fargli ancora piu’ confusione gli faccio vedere i cartoni animati in inglese e gli prendo libri in varie lingue (tanto guarda solo i disegni che sono universali). Pippo, da grande intellettuale che e’, divora (letteralmente) i libri uno dietro l’altro, li usa come base per scalare i mobili e li seziona accuratamente in piu’ puntate. Inutile dire che i libri di Nora sono ancora perfetti come usciti dalla libreria (Nora li legge e li ripone con cura sulle mensole). Vedremo se ora il suo fratellino Chicco sara’ altrettanto delicato.

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