Oggi Pippo e’ stanziale: appena sveglio si e’ messo a suonare il cagnolino musicale accucciato sul lettino e quando sono arrivata a prelevarlo per il consueto (e sommamente aborrito) cambio mattutino, ha puntato manine e piedini per restare arroccato sul suo territorio, argomentando con dei vari “tatatata” e indicando non meglio precisati oggetti a destra e sinistra che richiedevano ulteriori attenzioni.
Dopo non voleva piu’ abbandonare il seggiolone: stringeva i gomiti ai fianchi e serrava le ginocchia, diventando scivoloso e impossibile da agguantare e sciogliere dall’imbrago.
Finalmente in auto, neppure da li’ voleva più scendere. Era troppo occupato a tirare le cinture di sicurezza, cambiare marce e contemplare le quattro frecce che oggi (fortunatamente) non riusciva ad azionare come di consueto.
Il bello (o il brutto a seconda dell’umore del momento) di essere mamma e’ che non c’e’ un giorno che vada come il precedente. Ogni volta si arriva a quel punto in cui si pensa con sollievo di aver finalmente raggiunto un traguardo, che subito lo scenario cambia e le collaudate abitudini del giorno prima diventano all’improvviso inadeguate.
Insomma, ora devo realizzare che il mio mini alter ego inizia prepotentemente a sviluppare la sua personalita’ unica ed irripetibile, opponendo strenue resistenze alle routine di vita che sinora gli propinavo senza tanti convenevoli, seguendo i ritmi della mia giornata.
Certo, dopo aver pranzato abbondantemente con le lasagne perfette della suocera romagnola, tutto appare più roseo, non c’è che dire.

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