Apprensioni materne

Diventare mamme ed invecchiare giocano brutti scherzi, almeno a me. Sono terrorizzata da tutto. Sara’ perche’ la nonna ogni volta che Pippo fa un passo mi avverte premurosa: attenta a quel gradino appuntito, che puo’ farsi male (elencando minuziosamente tutti i terribili traumi che la caduta potrebbe causargli). Sara’ che Pippo e’ un incosciente che si arrampica ovunque, prendendo di mira con particolare affezione oggetti contundenti, fragili o tossici. Sara’ perche’ ho i riflessi di un bradipo in letargo, e prima che io riesca ad agguantare Pippo, si e’ gia’ scorticato in qualche angolo traditore. Sara’ che ho il gusto dell’orrido e che leggo sui giornali proprio gli articoli di cronaca nera peggiori che poi racconto pedissequamente alla mia dolce meta’, per parteciparlo di quanto sia pericoloso il terribile mondo la’ fuori.
In ogni caso, addio spensieratezza dei noiosi tempi andati. Come ammiro (invidio!) le mamme serene e sicure di se’, che vanno in giro ovunque con i loro pargoli senza apparenti preoccupazioni. Tanto a loro non capita nulla e in ogni caso, di fronte al pericolo, adottano immediatamente misure idonee a risolvere il problema.
Io invece vorrei una bella campana di vetro dove mettere Pippo e tenerlo al sicuro. So che, anche se esistesse, non potrei usarla comunque, perche’ alla sola vista di questo oggetto il mio piccino azionerebbe la sirena da allarme rosso e si trasformerebbe in un’anguilla imprendibile da rincorrere in giro. E cosi’ mi rassegno a sopravvivere giorno per giorno agli insidiosi rischi quotidiani.

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