Le piccole (grandi) soddisfazioni

Pippo sa essere adorabile, ad esempio quando ti si stringe addosso come una cozzetta attaccata alla scogliera a godersi la sua bella razione di coccole. Oppure quando ti acciuffa con la sua bella manina paffuta mentre brontola perche’ signorno non ha sonno, non serve il pisolino pomeridiano e un istante dopo inizia a russare sonoramente.
Ieri poi ha detto grandi frasi. La mattina guardando sconsolato il clima piovoso che ci affligge da mesi ha detto “b(r)utto!”, nel pomeriggio mi ha dato un libro, invitandomi imperiosamente con un “(l)eggi!” ed infine in braccio alla nonna ha indicato la bottiglia dell’olio che ha apostrofato miracolosamente “olio”. Insomma ci avviciniamo. Prossimamente sono fiduciosa che quando dira’ mamma sapra’ che intende me e che non e’ un modo di dire per attirare l’attenzione indiscriminata di chiunque passa, ma ci stiamo lavorando.
Incredibili poi i progressi nel tempo. Qualche mese fa ci aveva invitati mio cugino, che ha un figlioletto poco piu’ giovane di Pippo, ma molto piu’ scafato di lui, in qualita’ di frequentatore di asilo nido. Ovviamente il mio bambino ha difeso le sue istanze nell’unico modo a quel tempo a lui noto, strillando a squarciagola per tutta la cena. Un paio di giorni fa, pero’, sono venuti a trovarci e Pippo era semplicemente entusiasta del suo cuginetto e dei suoi acuti. C’e’ stato qualche istante in cui temevo si menassero, ma fortunatamente sono andati tutti e due sani e salvi a dormire.

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