Un tempo avevo un vecchio cellulare, di quelli che si scaricano dopo due tre giorni, che ci puoi scrivere sms e telefonare. Pesava mezzo quintale, cadeva spesso e volentieri ma tutto sommato se ne faceva una ragione e non aveva internet. Si connetteva al mondo con una terribile scheda ricaricabile che solo a guardarla si consumava. 

Ovviamente, quando ero in giro, sopravvivevo anche senza sapere in tempo reale che avevo ricevuto una mail, ignorando le condizioni meteorologiche del giorno dopo o beffandomi delle recensioni dei luoghi che andavo a visitare poco dopo.
Insomma, era la preistoria.
Dopo che e’ arrivato Pippo, accendere un pc sembrava un’impresa titanica. Che senso aveva azionare il portatile, quando la routine poppata-cambio-nanna era talmente frenetica, che facevo a mala pena in tempo ad andare in bagno a fare la pipi’.
Cosi’ Dio benedica quel sant’uomo di mio fratello che mi ha portato un ottimo smartphone per farmi rientrare nel mondo.
Solo che invece di comunicare con i miei simili, ho trovato che era interessante comprare tutine da neonati online. Mano a mano che recuperavo qualche sparuto neurone, aumentando le ore di sonno, ho scoperto che ci sono anche i vestiti per i grandi.
Insomma, era la fine della mia povera carta di credito.
Ora mi chiedo, ma dove sono finiti quei neuroni che prima utilizzavo per leggere, pensare, uscire di casa?
Sono tutti davanti al tablet (si perche’ prima di averlo, lo trovavo un oggetto inutile, ora guai se me lo scordo da qualche parte…).
Ovviamente sono furbetti questi pigri neuroni, perche’ il tablet lo nascondono nei ripiani alti della libreria polverosa, cosi’ Pippo non ci arriva (per ora).

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