I fantasmi

Si avvicina Halloween. Ricordo quasi con nostalgia il passato in cui le uniche apparizioni di questa festa erano nella televisione: i mille programmi americani tradotti riportavano tradizioni ignote, zucche fiammeggianti e bambini vestiti con costumi grotteschi a caccia di caramelle o pronti a dispensare dispetti. Da adulta, un giorno ho trovato di fronte al pianerottolo un ragno di plastica che ho calciato in malo modo giu’ dalle scale e mi sono sentita terribilmente in colpa, quando ho visto la piccola proprietaria andarlo a recuperare. Da bambina, il giorno dei morti era sempre piuttosto triste e concitato. Al suo approssimarsi ci si ricordava dei propri cari estinti quasi con affanno, mentre mia madre trafugava innumerevoli crisantemi da portare a tutti per vestire le tombe a festa. La data fatidica, sempre grigia, umida e piovosa, si passava per i cimiteri nella loro migliore forma, con fiori freschi e tante persone che camminavano silenziose tra le lapidi. Oggi i negozi sono pieni di costumi e dolciumi e lo spavento si fa commercio. La nota divertente e’ la mia nipotina Nora, che indossa una copertina della bambola in testa ed inizia a fare “oooh ooooh” con le manine in alto a Pippo, che tutto sospettoso scappa via ed alle insistenze della cugina si rifugia tutto offeso tra le braccia accoglienti del suo “baba’”.

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