Pazienza

Ovvero della famosa virtu’ che scarseggia dalle mie parti.

Essere un genitore e’ impegnativo! Chiaramente e’ stato un desiderio intenso, lungamente procrastinato (perche’ si e’ troppo giovani, perche’ bisogna studiare, perche’ bisogna fare carriera, perche’ poi quando inizia ad essere troppo tardi si fa anche molta fatica a concepire), ma sempre in cima alle mie priorita’ di vita.

Pippo poi sa essere adorabile, come quando ti abbraccia tutto soddisfatto, ti da’ un bel bacino bavoso o ti fa un bel sorriso.

A volte pero’ la mia stella bella e’ incontenibile. L’entusiasmo della festa di compleanno con i cuginetti al pub ha scatenato il meglio che c’e’ in lui.

Mentre la mia dolce meta’ si aggiornava ad un corso, la poveraccia qui presente - reduce dal lavoro e da una notte semi insonne per le preoccupazioni del lunedi’, con tanto di chiamata della cliente che ho sentito tutti i santi giorni ad orari improbabili che ancora reclamava balzane modifiche alla sua pratica dopo la conclusione - va alla festa con Attila il re dei barbari.

Attila in questione non soltanto non e’ stato fermo un attimo per tutte le tre ore che siamo stati li’, non soltanto strillava di gioia ai vari barbarelli festeggianti, aprendo e chiudendo tutte le porte che trovava nel locale, ma quando lo si agguantava per attivita’ riprovevoli come dargli da mangiare un po’ di pasta o cambiargli il pannolino, si gettava a terra e urlava.


Ecco, diciamo che in quei momenti il povero genitore in questione non sapeva che pesci pigliare. Quindi con il consueto rigore educativo che mi contraddistingue, gli ho permesso di cibarsi di patatine fritte e torta e ho cercato – invano – di appiopparlo alla nonna.

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