PASTA CON LE FAVE

Le fave non sono una cosa di casa mia. 

Quelle fresche non le ho mai assaggiate e qui in Friuli sono piu’ esotiche  dei manghi. Difatti questi si trovano facilmente ovunque, le prime fave le ho viste l’anno scorso. Le ho prese per curiosita’ e me le sono dimenticate in frigo per sbadataggine. Non sapevo neppure che ci fossero persone allergiche: fave birbanti!

Le fave secche le ho conosciute da giovane adulta. Mia madre le aveva provate per caso nella nostra tradizionale zuppa di fagioli  e ne era entusiasta. Un pugnetto si scioglie in cottura e conferisce cremosita’ alla minestra.

Memore di cotanta morbidezza, ne ho preso un pacco al negozio bio: errore imperdonabile! Le mie prime fave secche erano fossilizzate. Ho cercato di addomesticarle, lasciandole in ammollo per tre giorni e pure cuocendole a pressione per un’ora (cosa inaudita). Apro la pentola e chi ti trovo: i miei fossili intonsi. 

Per fortuna mi sono ricordata che qualcuno dice di aggiungerci un pizzico di bicarbonato e cosi’ ho fatto e finalmente le fave hanno ceduto. Pero’ il colore, no no no, non ci siamo proprio. Erano diventate grigiastre. Cosi’ ci ho messo un limone spremuto e si sono sbianchite adeguatamente.

Che fare di queste fave? Ho pensato di imitare la pasta e fagioli. La mia dolce meta’ ha detto che mangiare le fave al compleanno e la seconda cosa piu’ triste dopo festeggiare da soli. Pero’ poi la zuppa l’ha mangiata volentieri.

Cosa serve:
le fave secche gia’ cotte. Ho cotto circa 300 g in abbondantissima acqua. Se fossilizzate, meglio con un pizzico di bicarbonato.
1 cipolla
Olio q.b.
1 cucchiaino di peperoncino (quello calabrese in pasta)
1 pezzetto di zenzero grattugiato
Sale q.b.
3 pomodori
2 cucchiai di erbe fine (rosmarino, maggiorana, aneto, erbe provenzali: thym citron, cerfeuil, ail des ours)
Pasta q.b.
Parmigiano grattugiato, olio e pepe a piacere

Come si fa:
Si soffriggono cipolla, peperoncino e zenzero con abbondante sale.

Si tagliano i pomodori a cubetti e si aggiungono alle fave insieme al soffritto ed alle erbe fini. Quando raggiunge il bollore si controlla il sale e poi si aggiunge un pugnetto di ditalini per persona. Appena cotto, si spolvera di parmigiano, un filo d’olio e una macinata di pepe.

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